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Peter Pitts: Ma cos? si protegge il paziente?
Peter Pitts: Ma cos? si protegge il paziente?
Gruppo Editoriale
By Peter Pitts
March 22,2007
L'analisi
Gli italiani stanno in salute e a confronto di altri paesi europei, il sistema sanitario è generoso e mediamente buono. Però si aggravano i fattori di rischio e si accentuano le disparità assistenziali tra le diverse regioni. "Vicini, ma non abbastanza", così il Rapporto Osservasalute 2006 alla sua quarta edizione, sintetizza la relazione tra servizi sanitari e cittadini. "Questo perché - spiega Walter Ricciardi direttore dell'Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane - la devoluzione ha favorito lo sviluppo di modelli istituzionali e organizzativi molto diversi tra le regioni". Gli aspetti positivi non mancano: in Piemonte c'è poca obesità e sovrappeso. In Val d'Aosta è ottima la gestione territoriale di asma e diabete. La Lombardia ha il più alto numero di trapianti effettuati, mentre la Liguria ha il più alto tasso di donatori d'organo. A Bolzano si fanno pochi parti cesarei e Trento ha un basso consumo di farmaci. Cresce nel Veneto la spesa pubblica pro capite, i friulani sono soddisfatti dei loro medici e infermieri, in Emilia Romagna c'è la massima copertura vaccinale. I toscani scelgono i generici. L'Umbria ha la più alta percentuale di interventi conservativi per tumore della mammella. Nelle Marche si vive bene e più a lungo, in crescita la speranza di vita in Abruzzo. Sicurezza sul lavoro e meno infortuni nel Lazio, nel Molise c'è un buona assistenza territoriale, in Campania si consuma poco alcol, in Calabria si fuma poco e i pugliesi hanno il più basso tasso di mortalità per infarto, stessa cosa in Basilicata accade per il tumore mammario. In Sardegna gli aborti volontari sono pochi. "Se andiamo a guardare invece gli aspetti economici che riflettono un certo tipo di organizzazione, le differenze sono profonde", dice Americo Cicchetti, economista sanitario all'Università Cattolica di Roma, "la Lombardia per esempio con il 4,75% del Pil regionale paga tutta la sanità, alla Campania è necessario l'8,95% . Il problema è strutturale. Non basta tagliare, bisogna operare una rigorosa analisi dei bisogni sanitari come accade in altri paesi , affidandosi alle evidenze". |
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